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Mutonia, mutazione, mutare l’essenza dei rifiuti

A metà degli anni 80, a Londra, Joe Rush e Robin Cooke fondano la Mutoid Waste Company, una comunità di artisti, meccanici, performers e riciclatori che costruiscono mostri e creature con il materiale di scarto. Nel 1990, i Mutoid arrivano con i loro camper nell’area di una vecchia cava nei pressi del fiume Marecchia, per partecipare al Festival dei teatri di Santarcangelo di Romagna.
Inizialmente si sarebbero dovuti fermare per preparare e mettere in scena il loro spettacolo ma, dopo una ventina d’anni, una parte di loro è rimasta a Santarcangelo mentre altri sono ripartiti (alcuni si trovano in Inghilterra e altri in Australia).
Attualmente i Mutoid vivono in grandi camper circondati dalle loro sculture e camion pieni di materiale di recupero (ferro, plastica, vetro, vecchi giocattoli, oggetti per la casa, scarpe, vecchi manichini, lampade ecc.)
Come Joe Rush afferma: “L’idea è di rappresentare sempre qualcosa di originale e di lasciarsi trasformare: niente è finito per sempre e la natura delle cose commerciabili è solo pattume, se tu non riesci a lavorare ed a intervenire sopra queste cose avrai solo pattume.”
L’idea che sta alla base del loro lavoronè che per creare non c’è bisogno di chissà quali mezzi e materiali. I materiali di scarto, tutto ciò che la nostra società produce e consuma per poi diventare pattume, va benissimo e tutto questo ce l’ha raccontato Nikki, una delle artisti che vive presso il campo Mutoid a Santarcangelo.
Nikki ci ha accompagnato in un viaggio dove gli scarti non sono finiti ma vengono trasformati, mutati, osservati nella loro bellezza, nella loro essenza.
Definirla comunità, come la stessa Nikki ci ha fatto presente, è riduttivo.
Mutonia è un campo, una sorta di laboratorio a cielo aperto. Ogni artista ha il suo camper e la sua officina. C’è chi lavora il legno, chi i metalli e chi la plastica.
Nikki ad esempio, oltre a realizzare delle sculture, conduce dei laboratori sull’arte del riciclo creativo nelle scuole della zona.
Come Pedagogista e membra dell’Associazione 26 Marzo ho un desiderio: portare questa realtà nella nostra zona, coinvolgendo l’intera comunità in un processo creativo che miri a cogliere l’essenza dei materiali di scarto.

(Cristina D’Aviero, Associazione 26Marzo)